Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Presentazione Rapporto SVIMEZ 2018 L'economia e la società del Mezzogiorno
Tutti i materiali
Il processo di depauperamento del capitale umano rischia di minare a fondo le prospettive future dell’area
Articolo sull’Economia del Mezzogiorno del Direttore Luca Bianchi e del Vice Direttore Giuseppe Provenzano (13 maggio)
La disoccupazione al Sud cresce e non è un fenomeno congiunturale ma strutturale
Il Presidente SVIMEZ Adriano Giannola al TG COM24 sull’occupazione (12 maggio)
Regionalismo differenziato e diritti di cittadinanza in un Paese diviso
Nota SVIMEZ (9 aprlile)
Il Direttore Luca Bianchi a CNBC sulla recessione al Sud
(31 gennaio)
Il Presidente Mattarella ha ricevuto una delegazione SVIMEZ
6 novembre
Rivista economica del Mezzogiorno - Numero 3 del 2018 - ABSTRACT

Il contrasto alla mafia e alla corruzione: una panoramica sugli sviluppi recenti
di Antonio La Spina e Franco Roberti
Parole chiave: Organizzazioni di Stampo Mafioso; Corruzione; Reati Ambientali; Migrazioni

Il presente lavoro illustra alcuni dei recenti sviluppi più rilevanti riguardanti la lotta contro le organizzazioni di stampo mafioso e la corruzione in Italia. Le organizzazioni di stampo mafioso sono tipicamente radicate in alcune aree del Sud Italia. Tuttavia, la loro portata va ben oltre il livello subnazionale, essendo presenti a livello nazionale, europeo e transnazionale. La cooperazione giudiziaria internazionale – anche a livello globale – dovrebbe essere più veloce e più profonda. La legislazione europea, a sua volta, sta diventando sempre più rilevante. Questo è dimostrato anche dalla recente adozione di un regolamento relativo alla Procura europea. Vengono quindi discusse alcune trasformazioni dei più importanti gruppi italiani di stampo mafioso, con particolare attenzione alle loro ramificazioni internazionali. Dei paragrafi specifici sono inoltre dedicati ai reati ambientali, alla migrazione e alla tratta di esseri umani legati alla mafia, allo sfruttamento dei lavoratori migranti nel settore agricolo. Altri paragrafi si concentrano su alcune recenti scelte politiche in materia di anticorruzione e burocrazie pubbliche, in materia di denuncia, trasparenza, protezione dei dipendenti pubblici e politici locali contro le minacce a loro indirizzate, nuovi metodi nell'analisi dei comportamenti amministrativi che potrebbero essere influenzati da corruzione, miglioramenti raccomandabili delle politiche in corso.

Contering Mafia and Corruption: an Overview on Recent Developments
by Antonio La Spina and Franco Roberti
Keywords: Mafia-type Organizations; Corruption; Environmental Crimes; Migrant Workers; European Criminal Law

The paper illustrates some of the most relevant recent developments concerning the fight against mafia-type organizations and corruption in Italy. Mafia-type organizations are typically embedded in certain areas of Southern Italy. However, their reach goes far beyond that sub-national level, being national, European, trans-national. International judicial cooperation − also at the global level − should become faster and deeper. European legislation is more and more relevant. This is also shown by the recent adoption of a regulation concerning the European Public Prosecutor’s Office. Some transformations of the most relevant Italian mafia-type groups are then discussed, with special regard to their international ramifications. Specific sections are also devoted to Mafia-related environmental crimes, migration and human trafficking, the exploitation of migrant workers in the agricultural sector. Other sections focus on some recent policy choices concerning anti-corruption and public bureaucracies, with regard to whistleblowing, transparency, protection of civil servants and local politicians against the threats addressed to them, new methods in the analysis of administrative behaviors which could be affected by corruption, advisable improvements of the ongoing policies

 

Benessere, contesto socio-economico e differenze di prezzo: il divario tra Nord e Sud
di Giovanni D’Alessio
Parole chiave: Distribuzione del Reddito; Benessere; Prezzi

Nel presente lavoro, utilizzando i dati raccolti nell’indagine sui bilanci delle famiglie italiane, si esaminano comparativamente le condizioni di benessere percepite dalle famiglie del Centro-Nord e meridionali, cercando di individuare i fattori in grado di spiegarne il divario. In particolare, viene esaminato il ruolo del livello dei prezzi nelle diverse aree del Paese, che a parità di reddito nominale dovrebbe comportare un maggiore benessere delle famiglie meridionali. Nei modelli che non prendono in considerazione le variabili di contesto, i livelli di soddisfazione dei meridionali sono, a parità di reddito, inferiori a quelli dei residenti nel Centro-Nord. Questo risultato, apparentemente incompatibile con un più basso livello dei prezzi nel Mezzogiorno, è dovuto alla presenza di altri fattori (non inclusi nel modello) che agiscono in senso opposto. I risultati ottenuti con modelli più estesi segnalano che il divario tra le aree nei livelli di benessere percepito è influenzato dallo stato di salute e da fattori che descrivono il contesto socio-economico, ovvero dai livelli di disoccupazione, di criminalità, alla qualità dei servizi sanitari e per l’infanzia e alle condizioni di accesso a nodi urbani e logistici. In alcuni esperimenti condotti emergono, al fianco degli elementi ora citati, anche segnali compatibili con un più basso livello dei prezzi per le aree meridionali

Well-being, the socio-economic context and price differences: the North-South gap
by Giovanni D’Alessio
Keywords: Income Distribution; Well-being; Price

The paper compares a subjective well-being indicator provided by households in the Centre and North and in the South in the Survey on Household Income and Wealth (SHIW), and tries to identify the factors that can explain the gap. In particular, the role of the price level in the two areas of the country is examined: all other things being equal, the same nominal income should provide a higher level of well-being to southern families, due to the lower price level which characterizes that area. However, in models that do not take context variables into account, the well-being levels of southerners are lower than those of residents in the Centre and North with the same income. This result, apparently incompatible with a lower price level in the South, is due to other factors (not included in the model) that act in the opposite direction. The results obtained with more extensive models indicate that the gap in perceived levels of well-being between the two areas is influenced by health status and by factors describing the socio-economic context, namely levels of unemployment, crime, quality of health and childcare services and the conditions of access to urban and logistic services. In some experiments, alongside the elements mentioned above, there are also signals that are compatible with a lower price level for southern areas

 

Europa, coesione e politiche pubbliche. La reputazione come determinante interpretativa della nuova geografia del discontento
di Francesco Molica, Raffaele Paciello
Parole chiave: Diseguaglianze Territoriali; Sviluppo Regionale; Geografia del Discontento; Populismo; Politica di Coesione; Comunicazione; Reputazione; Stakeholder; Management; Crisis Management

Nell’alveo della letteratura economica consacrata alle diseguaglianze territoriali sta emergendo un filone che ne indaga la correlazione con il crescente sostegno a leader e movimenti populisti. Questo paradigma interpretativo sposta l’attenzione dai divari di reddito interpersonale a quelli regionali come elemento catalizzatore del voto protestatario leggendolo, nelle parole del principale esponente, l’economista, nei termini di “una rivolta dei luoghi che non contano”. Un misto, cioè, di collera e angoscia figlio dell’appartenenza ad un luogo, non ad uno specifico gruppo sociale o culturale. L’articolo analizza un aspetto che non è stato ancora preso in considerazione da questa linea di ricerca, nonostante abbia ovvie implicazioni nel rapporto tra diseguaglianze territoriali e crescita dei populismi: la percezione pubblica. La dimensione “reputazionale” delle politiche e dei poteri pubblici, in un clima di diffusa sfiducia tra i cittadini, aggiunge un’importante chiave di lettura allo studio della geografia del discontento, nonchè allo stesso disegno degli interventi. In tal senso, la domanda di politiche più attente ai territori (place-sensitive) non esaurisce il quadro propositivo. Occorre ragionare non solo sulla pertinenza ed efficacia spaziale delle azioni messe in campo, ma anche sulla loro incidenza in termini di conoscenza, reputazione, finanche valori. Per fare ciò è necessario considerare la comunicazione come aspetto strategico di qualsiasi politica pubblica

Europe, cohesion and public policies. Reputation as a determiner to understand the new geography of discontent
by Francesco Molica and Raffaele Paciello
Keywords: Territorial Inequalities; Regional Development; Geography of Discontent; Populism; Cohesion Policy; Communication; Reputation, Stakeholder Management, Crisis Management

In the context of economic literature dealing with territorial inequalities, a trend is emerging that investigates its correlation with the growing support for leader and populist movements. This interpretative paradigm shifts the attention from the interpersonal income gaps to the regional ones as a catalyst element of the vote of protest by reading it, in the words of the main exponent, the economist, as “a revolt of places that do not count”. That is, a mixture of anger and anguish, stemmed from belonging to a place, not to a specific social or cultural group. The article analyses an aspect that has not yet been taken into consideration by this line of research, although it has obvious implications in the relationship between territorial inequalities and the growth of populism: public perception. The “reputational” dimension of public policies and powers, in a climate of widespread distrust among citizens, represents an important interpretation to the study of the geography of discontent, as well as the design of interventions. In this sense, the demand for place-sensitive policies is not enough as answer. We need to debate not only on the spatial relevance and effectiveness of the actions put in place, but also on their impact in terms of knowledge, reputation, and even values. To do this, it is necessary to consider communication as a strategic aspect of any public policy.

 

Le differenze regionali nella condizione dei lavoratori altamente qualificati: il caso dei dottori di ricerca (Ph.D.)
di Mauro Pinto e Domenico Sarno
Parole chiave: Job Satisfaction; Mercato del Lavoro; Modelli Ordered Logit

Il considerevole aumento del numero dei Ph.D. osservato nei paesi europei nel corso degli ultimi venti anni e la riconfigurazione del ruolo del dottorato quale strumento di formazione di profili ad elevata qualificazione destinati al mercato del lavoro hanno recentemente posto l’accento sulle condizioni occupazionali dei dottori di ricerca. Questo lavoro, avvalendosi dei dati relativi all’ultima rilevazione sulla condizione lavorativa dei dottori di ricerca in Italia (ISTAT, 2014), analizza i fattori che influenzano il livello di soddisfazione nel mercato del lavoro di coloro che hanno ottenuto il titolo nelle Università italiane nel 2008 e 2010, soffermandosi in particolare sulle differenze regionali e su quelle imputabili al settore d’impiego. L’analisi, effettuata con l’ausilio di tecniche di analisi multivariata, dà conto dell’esistenza di ampi differenziali e di condizioni di lavoro che penalizzano particolarmente la soddisfazione di quanti sono occupati nelle regioni del Mezzogiorno. Tali risultati se, da un lato, confermano i caratteri accentuatamente dualistici del mercato del lavoro italiano, dall’altro, offrono spunti utili all’analisi dei crescenti divari regionali che interessano il sistema di formazione e ricerca accademica.

Regional differences in the condition of highly skilled workers: the case of PhDs
by Mauro Pinto and Domenico Sarno
Keywords: Job Satisfaction; Labour market; Ordered Logit Models

The considerable increase in the number of PhDs in European countries over the last twenty years and the reconfiguration of the role of the doctorate as a tool for training highly-skilled profiles for the labour market have recently highlighted the employment conditions of PhDs. This paper, using the data of the latest survey on the working condition of PhDs in Italy (ISTAT, 2014), examines the factors influencing the satisfaction levels in the labour market of those who obtained the qualification in Italian universities in 2008 and 2010, focusing in particular on regional differences and those attributable to the employment sector. The analysis, carried out with the aid of multivariate analysis techniques, gives an account of the existence of large differentials and working conditions that particularly damage the satisfaction of those employed in Southern regions. Such results confirm the markedly dualistic characteristics of the Italian labour market on the one hand, and on the other hand, offer useful insights to the analysis of the growing regional differences affecting the system of academic training and research

 

Analisi di impatto locale dell’emigrazione studentesca
di Francesco Coluccia, Paolo Ortolano
Parole chiave: Mobilià Geografica; Effetti Macroeconomici; Emigrazione

Lo studio si propone di analizzare l’impatto economico sulle regioni del Sud del fenomeno migratorio di popolazione studentesca universitaria verso le regioni del Centro-Nord.
Lo studio è basato sui dati disponibili nella banca dati Anagrafe Nazionale Studenti, relativi agli studenti iscritti negli Atenei italiani nell’anno 2015-2016. Il database raccoglie i dati anagrafici degli iscritti, inclusi quelli relativi alla residenza, e comprende le indicazioni geografiche dei relativi Atenei. Per l’anno accademico oggetto di analisi risultano 151.705 studenti residenti nelle regioni del Sud trasferiti presso le Università del Nord, pari a circa il 9% della popolazione studentesca complessiva. Sono stati presi in considerazione, poi, i costi relativi agli alloggi ed ai consumi degli studenti fuori sede, nonchè l’impatto derivante dalle minori spese correnti (costi docenti, costi servizi didattici) sostenuti in loco dagli Atenei del Mezzogiorno per via della ridotta domanda di servizi. Le spese in conto capitale, come ad esempio, la ristrutturazione o la costruzione di un dormitorio, ancorché incidano in maniera molto rilevante, grazie ad un effetto moltiplicativo più elevato, non sono oggetto del presente studio. L’emigrazione studentesca causa, dunque, in termini di impatto finanziario, una perdita complessiva annua di consumi pubblici e privati di circa 3 miliardi di euro ed un minor reddito aggregato nel Mezzogionro di circa 0,4 punti percentuali. Considerati tali risultati, nel contesto della modesta performance delle regioni del Mezzogiorno in termini di crescita, il fenomeno raccontato dai dati presenta una significatività degna di attenzione ed intervento

An analysisof student migration at local level
by Francesco Coluccia and Paolo Ortolano
Keywords: Geographic Mobility; Macroeconomic Effects; Migration

This study aims at analyzing the economic impact on the southern regions of the phenomenon of university student migration towards the regions of the Centre-North. It is based on data available in the National Register of Students database, relating to students enrolled in Italian universities in the year 2015-2016. The database collects the personal data of its members, including those relating to the residence, and includes the geographical indications of the Universities considered. For the academic year analyzed, there are 151,705 students residing in Southern regions transferred to Northern Universities, equal to about 9% of the total student population. Then, the costs related to the housing and consumption of out-of-town students have been taken into consideration, as well as the impact deriving from lower current expenses (teaching costs, teaching services costs) incurred on site by the Mezzogiorno universities due to a reduced demand of services. Capital expenditures, such as the restructuring or building of a dormitory, although they have a very significant impact, thanks to a higher multiplier effect, are not the subject of this study. Therefore, student migration causes, in terms of financial impact, an overall annual loss of public and private consumption of about 3 billion euros and a lower aggregate income in the Mezzogiorno of about 0.4 %. Considering these results, in the context of the poor performance of the Southern regions in terms of growth, the phenomenon described by such data presents a significance worthy of notice and intervention

 

Strategie di Specializzazione Intelligente: prime evidenze dall’attuazione e prospettive
di Osvaldo La Rosa
Parole chiave: Politica di Sviluppo; Coesione; Strategia di Specializzazione Intelligente; Regioni; Attuazione, Programmi; Ricerca Industriale; Innovazione; Industria 4.0

Il contributo, a partire dall’esame del quadro nazionale di sostegno alla ricerca e all’innovazione nel ciclo 2014-2020 della politica di coesione, analizza la natura e la rilevanza delle diverse azioni di sostegno attivate dai programmi operativi che realizzano gli indirizzi programmatici in questo ambito,sotto il profilo della conformità al paradigma della Strategia di Specializzazione Intelligente (S3), proponendo una lettura delle prime evidenze attuative anche nell’ottica di possibili rivisitazioni delle modalità di intervento.
L’analisi utilizza una base dati di natura amministrativa, che integra quelli finanziari di programmazione e informazioni qualitative ricavate da un’indagine desk, con riferimento alle procedure di selezione attivate per il finanziamento di progetti afferenti all’attuazione dell’Obiettivo Tematico 1 dell’Accordo di Partenariato.
Dall’analisi svolta emerge come l’attuazione delle Strategie di Specializzazione Intelligente stia ricevendo a livello territoriale un impulso significativo dai Programmi regionali e dai Programmi nazionali pertinenti, in termini di investimenti mirati al rafforzamento di ambiti di ricerca industriale e di innovazione in grado di realizzare nel medio periodo un up-grading tecnologico dei sistemi produttivi territoriali. In tale quadro, la rispondenza dei processi attivati agli obiettivi di metodo promossi dal modello S3 appare ancora parziale ma fornisce già segnali che,nell’ottica della riproposizione dell’approccio nel nuovo ciclo di programmazione 2021-2027 della politica di coesione comunitaria, suggeriscono l’adozione di una visione maggiormente integrata della fase attuativa e una possibile evoluzione delle forme e delle modalità di sostegno verso un intervento coordinato anche su scala sovraregionale

Smart specialisation strategies when their implementation is tested
by Osvaldo La Rosa
Keywords: Development Policy; Cohesion; Smart Specialisation Strategy; Regions; Implementation, Programmes; Industrial Research; Innovation; Industry 4.0

This paper, starting from the examination of the national support framework for research and innovation in the 2014-2020 period of the cohesion policy, analyzes the nature and relevance of the various support actions triggered by the operational programmes that implement the guidelines in this area, in terms of compliance with the paradigm of the Smart Specialization Strategy (S3), proposing a reading of the initial implementation evidence also with a view to possible revisions of the ways of intervention.
The analysis uses a database of administrative data, which integrates the financial planning and qualitative information obtained from a desk survey, with reference to the selection procedures activated for the financing of projects related to the implementation of the Thematic Objective 1 of the Partnership Agreement.
From the analysis carried out, it emerges that the implementation of the Smart Specialization Strategies is receiving a significant boost at regional level from the Regional Programmes and the relevant National Programmes, in terms of investments aimed at strengthening industrial research and innovation able to achieve in the medium term a technological upgrading of local production systems. In this framework, the correspondence of the processes activated to the method objectives promoted by the S3 model appears still partial but already provides signals that, with a view to restoring the approach in the new programming period 2021-2027 of the EU cohesion policy, suggest the adoption of a more integrated vision of the implementation phase and a possible evolution of the forms and ways of support towards a coordinated intervention also at a supra-regional level

 

L’analisi territoriale degli interventi della Cassa per il Mezzogiorno nelle fonti quantitative dell’Archivio Centrale dello Stato e del progetto ASET
di Stefano Palermo
Parole chiave: Dualismo Territoriale; Sviluppo Economico Italiano; Investimenti Pubblici; Sostegno all’Industria

La storia della Cassa per il Mezzogiorno è stata oggetto di molteplici studi e approfondimenti. Sotto un profilo prettamente quantitativo, l’analisi complessiva dei Bilanci di esercizio ha evidenziato come la Cassa sia riuscita ad allocare tra il 1950 e il 1986 oltre 104.180 milioni di euro (a prezzi costanti 2011). I risultati di questa importante massa finanziaria furono variabili e diversi sono sati gli strumenti e i modelli di interpretazione adottati dalla storiografia. Particolarmente importante è la questione dell’analisi territoriale degli interventi e della loro ripartizione regionale e provinciale. Obiettivo del saggio è presentare un modello di studio del ruolo e delle strategie dell’intervento della Cassa per il Mezzogiorno tra il 1950 e il 1992 a livello territoriale basato sull’utilizzo di nuove serie di carattere quantitativo elaborate attraverso la riorganizzazione dell’Archivio della Cassa depositato presso l’Archivio Centrale dello Stato in occasione della realizzazione del progetto ASET. La ricerca consente così di approfondire alcuni aspetti dell’attività della Cassa e di effettuare un confronto con le principali evidenze dimostrate dalla storiografia sulle strategie di intervento da essa adottate.

A territorial analysis of the interventions of the Cassa per ilMezzogiorno in the quantitative sources of the State Central Archives and the ASET project
by Stefano Palermo
Keywords: Territorial Dualism; Italian Economic Development; Public Investments; Support to Industry

The history of the Cassa per il Mezzogiorno has been the subject of several studies and analyses. From a purely quantitative point of view, the overall analysis of the financial statements shows that the Cassa managed to allocate between 104 and 80 million between 1950 and 1986 (at constant 2011 prices). The results of this important financial amount were variable and different tools and models of interpretation were adopted by historiography. The question of the territorial analysis of the interventions and their regional and provincial distribution is particularly important. The aim of this essay is to present a model for studying the role and the intervention strategies of the Cassa per il Mezzogiorno between 1950 and 1992 at a territorial level, based on the use of new quantitative series processed through the reorganization of the Cassa Archive filed to the State Central Archives on the occasion of the realization of the ASET project. Thus, this research allows to deepen some aspects of the activity of the Cassa and to make a comparison with the main indications proved by the historiography on the intervention strategies adopted by it.

 

Associazione per lo sviluppo
dell'industria del Mezzogiorno
via di Porta Pinciana 6, 00187 Roma
Centralino 06.478501
Fax 06.47850850