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Presentazione Rapporto SVIMEZ 2018 L'economia e la società del Mezzogiorno
Tutti i materiali
La situazione del Mezzogiorno emersa dal Rapporto SVIMEZ 2018
Intervista del Direttore Bianchi a Radio 24 del Sole 24 Ore (8 novembre)
Il Presidente Mattarella ha ricevuto una delegazione SVIMEZ
6 novembre
Ripartizione territoriale del Reddito di cittadinanza
Approfondimento del quotidiano la Repubblica (15 novembre)
Sistema educativo nell’Italia dei dualismi. Una discussione a partire dal “Education&Training Monitor 2017”
Seminario SVIMEZ e Rappresentanza della Commissione europea in Italia (11 settembre)
 
Da sinistra: il Consigliere SVIMEZ Manin Carabba,  il Presidente SVIMEZ Adriano Giannola, il Direttore dell’Agenzia per la Coesione territoriale Maria Ludovica Agrò, il Consigliere SVIMEZ Giuseppe Soriero È necessaria una “cooperazione rinforzata” nel rapporto tra Stato centrale e Regioni meridionali, un tavolo politico di coordinamento quale una “Conferenza delle Regioni meridionali”, con attenzione ad alcuni settori specifici (rifiuti, acque, logistica).
 
È la proposta che emerge dal Seminario SVIMEZ “Cooperazione virtuosa tra Regioni meridionali e Stato”, promosso dall’Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno, dall’Osservatorio Economico delle Regioni del Mezzogiorno e dalla “Rivista giuridica del Mezzogiorno” che si è svolto il 2 dicembre a Roma.
 
La necessità di “un momento “unitario” delle Regioni meridionali destinatarie della politica di coesione europea, e di queste con il Governo, in cui l’interesse complessivo del Mezzogiorno possa essere rappresentato e perseguito in maniera strategica e sistematica” era presente già nella “Nota per l’Audizione SVIMEZ davanti alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale” svoltasi il 28 marzo 2011 .
 
Già oggi, ha fatto notare il Consigliere SVIMEZ Manin Carabba nella sua relazione al Seminario, la Conferenza Stato-Regioni sarebbe tenuta a riunirsi in seduta straordinaria una volta l’anno in merito alle politiche di coesione e per il Mezzogiorno, una apposita sessione semestrale con la finalità di rivalutare in quella sede il ruolo delle Regioni meridionali (art.32, commi 13-15 della legge 111/2011), che al momento non sembra avere avuto effettiva attuazione. Il divario Nord-Sud non può essere considerato un problema minore. Ma resta da verificare se le Regioni del Sud sono davvero disponibili a individuare alcuni temi su cui lavorare insieme condividendo, come già le Regioni del Centro-Nord, obiettivi e interessi comuni, in ottemperanza alla proposta contenuta nel Masterplan del Governo”.
 
“La partita delle politiche nazionali di sviluppo e di coesione può essere giocata solo al centro, come sostiene qualcuno, oppure può essere, secondo il disegno della Costituzione appena modificato, condivisa nel rapporto tra Stato e autonomie regionali e locali?” si è chiesto il Consigliere SVIMEZ Giuseppe Soriero nella sua relazione al Seminario, soprattutto “in un momento in cui assistiamo a un tentativo di svuotamento del regionalismo, dopo anni di elogi sperticati del federalismo quale via salvifica per risolvere le carenze nella capacità di utilizzo delle risorse da parte delle Regioni”. Il punto dolente è qui la gestione e la spesa dei fondi europei, tanto più che, continua Soriero, “per accelerare gli interventi cofinanziati nella legge di stabilità (art.1, commi 453-464) si introduce l’istituzione di appositi organismi strumentali regionali cui assegnare in via esclusiva la gestione degli interventi europei”.

Di taglio più economico la riflessione del Presidente della SVIMEZ Adriano Giannola, che ha presieduto il Seminario. "Prevedere una crescita del +0,8% a livello nazionale, che diventa +0,1% al Sud, è una situazione di "realismo preoccupato": vuol dire che il sistema nel suo complesso non tiene, e che occorreranno 15 anni per tornare ai livelli pre-crisi del 2007. Siamo stati infatti in stagnazione, continua Giannola, dal 1998 al 2007, e in crisi dal 2007 al 2015; non illudiamoci che la crescita del +0,9% sia l'inizio della soluzione, bensì una conferma della nostra incapacità di risolvere un problema di crisi ventennale, perché abbiamo rinunciato allo sviluppo".

"Dopo anni di federalismo fiscale "spinto", con tutte le contraddizioni che questa fase ha comportato, oggi dobbiamo ammettere che le Regioni vanno profondamente riformate, sia in termini di competenze che in termini istituzionali, un'azione resa possibile anche dal possibile superamento delle Regioni a statuto speciale" ha dichiarato l'Assessore alle Attività Produttive della Regione Campania e Consigliere SVIMEZ Amedeo Lepore. Lepore ha ricordato il Documento stilato dagli Assessori alle Attività Produttive di alcune regioni meridionali all'interno della Conferenza Stato-Regioni in merito al MasterPlan del Governo, al Piano Juncker, all'istituzione di ZES e alla Legge di Stabilità quale caso operativo e positivo di interlocuzione e confronto con il Governo. "Non si tratta di immaginare una contro-conferenza delle Regioni meridionali, una contrapposizione di gruppi di regioni, ha concluso Lepore, ma di ammettere la possibilità all'interno della Conferenza Stato-Regioni di creare una rete di relazioni mobili anche con le Regioni del Centro-Nord sulla base di interessi comuni".

Al Seminario sono intervenuti, tra gli altri, il Direttore dell’Agenzia per la Coesione territoriale Maria Ludovica Agrò, il Presidente del Consiglio regionale della Basilicata Piero Lacorazza, l’Amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri.
 
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