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Quaderno SVIMEZ n. 53 - Successi e fallimenti del sistema produttivo meridionale
 
Quaderno SVIMEZ n.53

 


Il volume, di Armando Castronuovo, Rosario La Rosa e Maurizio Caserta, è preceduto da una Premessa di Adriano Giannola, Presidente SVIMEZ, secondo il quale “gli anni della crisi recessiva hanno fortemente inciso sull’apparato produttivo del Meridione riducendo la quantità delle imprese, l’occupazione, specie nel settore industriale e il prodotto finale. Le stesse politiche attive per la coesione non sono bastate a evitare la contrazione degli investimenti complessivi, allontanando la prospettiva di ridurre gli squilibri territoriali storici del Paese”.
Lo studio che si presenta in questo “Quaderno SVIMEZ” mette in evidenza che il Mezzogiorno è una realtà complessa in cui, accanto ai rischi di condizionamenti ambientali e culturali e ai profondi ritardi di sviluppo economico e sociale, convivono intelligenze e imprese vivaci e moderne, espressione di una imprenditoria locale che della tradizione di lavoro e di esperienze accumulate per generazioni ha fatto il proprio punto di forza, anche se le radici storiche familiari, culturali e di lavoro sono maturate in territori a volte decentrati dove lo svantaggio localizzativo è più elevato.
Secondo Giannola, “le attività industriali manifatturiere che sono state analizzate nella parte della ricerca dedicata allo studio diretto di un nutrito gruppo di aziende siciliane nel settennio di più profonda crisi recessiva, sono dinamiche e competitive alla pari delle imprese appartenenti agli stessi settori localizzati nelle regioni del Centro-Nord. Sono però molto meno diffuse nel territorio e non ancora in grado di produrre effetti agglomerativi. Ne deriva che in un contesto difficile e largamente deficitario di investimenti in capitale fisso, le prospettive di crescita dipendono dalle capacità organizzative, dalla intensità dei processi d’innovazione e dalle strategie competitive”.
I risultati della ricerca non sono in contraddizione con gli effetti prodotti dalle politiche pubbliche messe in atto già dal primo dopoguerra e che dopo la fase positiva iniziale, durata oltre un decennio, hanno avuto esiti gradualmente sempre meno adeguati ad una prospettiva di industrializzazione del Sud. L’attenta ricostruzione delle politiche e degli strumenti adottati per sostenere il settore industriale, descritta nella prima parte, costituisce una base di riflessione articolata e completa su ciò che è stato fatto e si dovrebbe fare per il Mezzogiorno, dalla politica d’intervento straordinario, alle politiche attive per la coesione e sui traguardi raggiunti. Si disegna uno scenario difficile nel quale si mostra che il processo di sviluppo al Sud è legato ancora, malgrado la crisi, alla possibilità di crescita della densità e della dimensione delle imprese nel territorio e il perseguimento di tale obiettivo non può fare a meno del supporto di politiche mirate perché il Mezzogiorno non è avviato ad una ineluttabile desertificazione.
 
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