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Il Mezzogiorno oggi: la ripresa si consolida ma permane l'emergenza sociale
Pubblicati gli atti della presentazione del Rapporto SVIMEZ 2017 (24 aprile)
L'azione politica per lo sviluppo del Mezzogiorno nel Governo Gentiloni
Seminario organizzato dalla SVIMEZ e RGM (20 aprile)
La SVIMEZ a ''Radio anch'io'' di Radio1
Replica della trasmissione (15 marzo)
Approfondimento del ''Sole 24 Ore'' sul Sud
Intervista al Direttore Luca Bianchi, dichiarazioni del Vice Direttore Giuseppe Provenzano, dati e stime SVIMEZ (13 marzo)
La condizione delle donne nel Mezzogiorno
Ricerca SVIMEZ (8 marzo)
Rivista economica del Mezzogiorno - Numero 4 del 2016 - ABSTRACT

Manufacturing Structure and Financial Constraints in a Dualistic Economy
by Domenico Sarno and Cristiana Donati
Keywords: Firm Growth; Firm Size; Liquidity Constraints; Panel Data

In most European countries mainstream financial institutions are scantly able to provide affordable credit facilities to small firms. In Italy in the last decades, the wave of mergers and acquisitions has reduced the number of banks and created large national and multinational bank holding companies; this process has changed lending behaviour and the relationship between banks and firms, forcing small firms to finance their growth almost exclusively through retained earnings. Using a large firm-level panel data set to analyze the relevance of liquidity constraints on firm growth in Italy, we will show that the severity of liquidity constraints hit the growth of SMEs, in particular in the Southern “backward” regions of Italy. The dependence of firm growth on inside finance is more intense for firms operating in the less developed regions of the country. To analyze the impact of liquidity constraints on firm growth we will carry outsuch analysis also considering growing cash-flow sensitivity within the main industries of the manufacturing sectors to evaluate if specific patterns prevail among the different industries examined.

  

Come è cambiata la posizione sull’estero del Sud durante la “lunga crisi”
di P. Lelio Iapadre e Stefano Prezioso
Parole chiave: Commercio internazionale; Globalizzazione

La “lunga crisi” avviatasi dal 2009 ha rappresentato, per intensità e pervasività, un fattore di discontinuità che si è riflesso sull’apparato produttivo di Centro-Nord e Mezzogiorno. Sono quindi analizzate le modifiche intervenute nel modello di specializzazione delle due circoscrizioni. Oltre a ciò, vengono fornite alcune parziali valutazioni sul grado di resilienza mostrato dalle vendite all’estero delle due macro-aree. Anche sotto questo profilo, come per altri importanti parametri strutturali, la capacità di risposta meridionale appare, alla fine della “lunga crisi”, comparativamente minore.

How South Position Has Changed abroad over the Long-Crisis Period
by P. Lelio Iapadre e Stefano Prezioso
Keywords: International Commerce; Globalization

The “long crisis” started in 2009 was, in terms of intensity and pervasiveness, a discontinuity factor which considerably affected Centre-North and South of Italy’s production. In this paper changes in the international specialization model of these two areas are analysed. In addition to this, some assessments on the degree of resilience shown by foreign sales of such two macro-areas and on their different participation in “global value chains” are made. Also in this respect, as for other important structural parameters, southern responsiveness appears, at the end of the “long crisis”, comparatively lower.

  

I processi di internazionalizzazione delle imprese siciliane
di Michele Sabatino
Parole chiave: Internazionalizzazione; Globalizzazione; Strategie di esportazione; Competitività

Numerose ricerche hanno più volte affrontato in chiave critica le problematiche inerenti la capacità delle aziende siciliane di reggere una competizione internazionale che diviene sempre più intensa a causa della maggiore integrazione nell’economia mondiale e della competizione di altri paesi avvantaggiati da costi produttivi e degli input inferiori. Negli ultimi anni si sono verificate diverse tendenze riferite sia all’attesa perdita di competitività delle imprese siciliane sia alla capacità di alcune imprese export-oriented di sopravvivere alla crisi economica rispetto alle altre imprese più orientate al mercato domestico. Ciò perché queste ultime, specialmente quelle di dimensioni minori che continuano a rimanere le protagoniste del processo di internazionalizzazione, mostrano una discreta capacità di conservare e valorizzare i vantaggi competitivi ponendo in essere significativi cambiamenti nelle scelte strategiche e modificando parzialmente gli orientamenti geografici. A questo proposito si è inteso mettere in evidenza come, nell’ambito dei processi di internazionalizzazione delle imprese siciliane, si stiano affermando, pur mostrando i forti limiti dell’internazionalizzazione “leggera”, un gruppo di imprese, che superano le prime difficoltà di inserimento e superata la classica opposizione export/investimenti diretti, possono contribuire a un salto di qualità della Sicilia in termini di crescita economica. Sulla base di questi assunti, il contributo offre un’interpretazione di alcune delle recenti modifiche nelle modalità di approccio ai mercati esteri da parte delle imprese siciliane nonché sulle loro prospettive future.

The Internationalization Processes of Sicilian Companies
by Michele Sabatino
Keywords: Internationalization; Globalization; Export Strategies; Competitiviness

Several studies have addressed the issues concerning the ability of the Sicilian companies to hold an international competition, that is becoming more intense due to the increased integration into the world economy and the competition from other countries in advantage for lower production and input costs. Over the last years, there have been several trends relating both to the expected loss of competitiveness of Sicilian businesses and the ability of some export-oriented businesses to survive the economic crisis compared to other domestic market-oriented businesses. This is because the latter, especially the smaller ones which continue to be the main characters of the internationalization process, show a good ability to preserve and enhance their competitive advantages by engaging in significant changes in the strategic choices and partially modifying their geographical direction. In this regard, the aim of this paper is to highlight how, in the context of the internationalization of the Sicilian companies, while showing the strong limits of “light” internationalization, a group of companies, which exceed the first integration problems, is emerging, and once overcome the classic opposition export / direct investments, may contribute to a definite improvement in Sicily in terms of economic growth. On the basis of such assumptions, this papergives an interpretation of some of the recent changes in the methods of approach to foreign markets by Sicilian businesses as well asof their future prospects.

  

La bioeconomia in Italia: sfide per la politica industriale e opportunità di sviluppo per il Mezzogiorno
di Pasquale Marcello Falcone e Enrica Imbert
Parole chiave:Bioeconomia; Chimica verde; Sviluppo regionale; Italia meridionale

Molti paesi europei si stanno muovendo da modelli economici lineari verso modelli sempre più circolari. L'Italia, in particolare, si è rivelata molto attiva nello sviluppo della bioeconomia grazie al dinamismo del settore privato, dei cluster tecnologici, delle associazioni di categoria e delle organizzazioni non governative. Nonostante fino al lancio nel 2016 della “Strategia nazionale sulla bioeconomia” il nostro Paese non avesse ancora sviluppato un approccio organico, diversi attori istituzionali hanno sostenuto anche in precedenza lo sviluppo della chimica verde italiana, attività fortemente collegata alla bioeconomia. Ulteriori sviluppi potranno essere conseguiti attraverso l'attuazione di politiche della domanda che potranno essere implementate in futuro anche con azioni di “public procurement” e nuovi strumenti, da mettere in campo specialmente nell’ambito delle politiche di coesione come previsto dalla “Strategia italiana sulla bioeconomia”. La bioeconomia si è dimostrata un potente strumento di leva per lo sviluppo locale e regionale anche nel Sud, grazie alla presenza di importanti centri di ricerca e di alcuni siti produttivi all'avanguardia. Rilevanti opportunità provengono oggi dalle biomasse di seconda generazione, che sfruttano i rifiuti e colture non alimentari in terre marginali, e nelle quali l'Italia è considerata un attore leader a livello europeo e il Mezzogiorno presenta le potenzialità per svolgere un ruolo progressivamente crescente.

The Bioeconomy in Italy: Challanges for the Industrial Policy and Opportunities for Southern Italy
by Pasquale Marcello Falcone e Enrica Imbert
Keywords: Bioeconomy; Green Chemistry; Regional Development; Southern Italy

Many European countries are moving from linear to circular economic models. In this respect, Italy has proved to be very active by developing a thriving bioeconomy sector thanks to the dynamism of its private sector, trade associations, technological clusters and non-profit organizations. Indeed, until the launch in 2016 of the national strategy on bio-economy (in Consultation Draft version), Italy was lacking a structured vision on the bioeconomy. However, various institutional actors supported in various ways the development of the Italian green chemistry. This was achieved through the implementation of effective market push policies, that could now be implemented with public procurement actions and new economic tools especially within cohesion policy as envisaged by the Italian Bioeconomy Strategy. Moreover, the bio-economy has proven to be a powerful leverage tool for local and regional development. Of note in this respect is the particular dynamism shown by Southern Italy due to the presence of important research centers and of some cutting-edge production sites. Important opportunities come from second generation biomass, in which Italy is a leading European actor, that exploit waste and non-food crops in marginal lands. The latter represents an important challenge also in tackling organized crime.

  

La riforma degli Enti territoriali di area vasta. Sulle conseguenze giuridiche ed economiche della “bocciatura” del progetto di riforma costituzionale Renzi-Boschi
di Salvatore Villani
Parole chiave: Finanza Locale; Finanza dei Governi Urbani; Analisi dei Governi Regionali; Tributi ed Entrate dei Governi Locali; Differenze tra le Giurisdizioni e loro Effetti

Diversi Stati europei hanno avviato profonde revisioni della loro struttura di governo locale nel tentativo di rafforzare il coinvolgimento delle città e degli Enti territoriali nell’intero ciclo di elaborazione delle politiche comunitarie. Tale processo di riforma, tuttavia, in alcuni casi, non ha affatto seguito i principi di democrazia locale suggeriti (nel 2012) dal Consiglio d’Europa e non ha tenuto conto delle reali esigenze dei cittadini nella fruizione dei servizi pubblici. In Italia, ad esempio, è stato guidato esclusivamente da un’ossessione ingiustificata di dover conseguire ad ogni costo una riduzione delle spese pubbliche. Tale ossessione ha segnato il momento propulsivo di una vera e propria inversione di tendenza rispetto a quella fase di valorizzazione del ruolo degli Enti locali, che era iniziata negli anni ‘90 ed è perdurata, senza particolari problemi, fino alla XVI legislatura. Lo sbocco naturale di questa nuova fase riformatrice è rappresentato dalla c.d. «Legge Delrio» e dal recente tentativo di revisione della Costituzione, che ha ricevuto una sonora «bocciatura» da parte del corpo elettorale e che rischia oggi di far naufragare l’intero progetto di riforma delle Autonomie locali.
Le problematiche trattate in quest’articolo mirano ad evidenziare le criticità del suddetto progetto affrontando, in particolare, la questione della mancata approvazione della riforma costituzionale e delle sue conseguenze sul piano giuridico ed economico-finanziario. Un particolare approfondimento è stato poi dedicato, sul fronte delle risorse e della loro adeguatezza (rispetto ai servizi), alla questione cruciale della sostenibilità e della resilienza complessiva del sistema di finanziamento degli Enti territoriali di area vasta attualmente in vigore.

The Italian Reform of Local Agencies for the Government of Extended Areas. On the Legal and Economic Consequences of the Failed Renzi-Boschi Constitutional Reform
by Salvatore Villani
Keywords: Local Government Finance; Regional Government Analysis; Local Government Taxation and Revenue; Interjurisdictional Differentials and their Effects.

Several European States have started a deep revision of their structures of local government in an attempt to strengthen the involvement of cities and local agencies in the EU policy-making process. This reform process, however, in some cases, has not followed the principles of local democracy suggested (in 2012) by the Council of Europe and has not taken into account the real needs of citizens in the use of public services. In Italy, for example, it was driven exclusively by an unjustified obsession to achieve, at any price, a reduction of public expenditure. This obsession has marked the beginning of a real trend reversal with respect to the phase of enhancing the role of local governments, which started in the 90s and continued, without any particular problems, until the XVI legislature. The natural outcome of this new reform phase is represented by the so called «Delrio Act» and the recent attempted revision of the Constitution, which received a sonorous rejection by the electorate and which now threatens to scupper the whole reform project of the local Autonomies.
This paper addresses some topics aimed at highlighting the critical issues of the aforementioned reform project. In particular, the paper analyses the issue of the recent unsuccessful attempt to revise the Italian Constitution and its consequences from a legal, economic and financial point of view. A special section analyses, in terms of resources and their adequacy (with respect to the public services), the crucial issue of financial sustainability and the overall resilience of the current financing system of local agencies for the government of extended areas.

  

Il settore elettrico nel Mezzogiorno nel primo venticinquennio del XX secolo: tra resistenze ed opportunità di innovazione e sviluppo
di Marco Santillo e Andrea Pomella
Parole chiave: Mezzogiorno; Elettrico; Grande Guerra

Declinato nel contesto dell'economia meridionale del primo ventennio del XX secolo, lo studio della nascita e della prima evoluzione del settore elettrico consente di ripercorrere, da un osservatorio privilegiato, la prima stagione dell'industrializzazione del Mezzogiorno, inaugurata dalla legge speciale del 1904 e dall'affermazione del modello nittiano di start-up industriale.
Una serie di resistenze e di opportunità per lo sviluppo del settore energetico del Sud sarebbero però scaturite, negli anni della ‘Grande Guerra’, per effetto delle dirompenti novità, in termini logistici, dettate dal sistema di War Economy.
Emerge da questo lavoro un coacervo di intrecci e di problemi che rendono lo studio del settore elettrico particolarmente interessante, giacché un'analisi storica ad ampio raggio, condotta in termini di path dependence, potrebbe consentirci di scoprire passaggi nodali talvolta trascurati dalla letteratura, ma importanti per fornire utili spunti di riflessione per chi è impegnato nel lavoro di riflessione teorica sui ritardi dell'industrializzazione del Mezzogiorno.
I semi gettati faticosamente tra il principio del Novecento e gli anni della Grande Guerra avrebbero poi dato i loro frutti nel successivo decennio, allorquando – parafrasando Cenzato – si poteva dire che la storia elettrica, per l’assenza di altre grandi iniziative, diventava la storia dell’industria del Mezzogiorno, e che l’Italia meridionale disponeva ormai di energia sufficiente a coprire i bisogni delle sue attrezzature industriali e della sua vita civile.

The Electricity Sector in South Italy in the first 25 Years of the XX Century: between Opposition and Innovation and Development Opportunities
by Marco Santillo e Andrea Pomella
Keywords: South Italy; Electricity; Great War

Declined in the context of Southern economy of the first two decades of the XX century, the study of the origin and early evolution of the electricity sector allows to retrace, from a vantage point, the first season of the industrialization of the South, which was inaugurated by the special law of 1904 and by the affirmation of the Nitti’s model of industrial start-ups.
Great opposition and a number of opportunities for the development of southern energy sector wouldarise, in the years of the ‘Great War’, due tothe dramatic changes, in terms of logistics, caused by the War Economy system.
A series of twists and challenges emerges from this paper, that makes the study of the electricity sector particularly interesting, since wide-ranging historical analysis, carried out in terms of path dependence, could allow us to discover crucial passages sometimes neglected in the literature, but important to provide useful insights for those engaged in theoretical work on southern industrialization delay.
The seeds painfully sown between the beginning of the twentieth century and the years of the Great War would eventually bear fruit in the following decade, when – to paraphrase Cenzato – one could say that the history of electricity, due to the absence of other major initiatives, became the history of South Italy’s industry, and southern Italy had now enough energy to cover the needs of its industrial facilities and its civil life.

  

Regional Convergence and the Future of Cohesion Policies in the EU
by Adriano Giannola, Carmelo Petraglia, Giuseppe Provenzano
Keywords: European Cohesion Policies; Regional Development; Regional Convergence

This paper contributes to the forthcoming debate on the reform of European cohesion policies providing two main recommendations. First, we highlight the need for policies’ improvements in order to i) maintain or even increase the resources allocatedto less developed regions; ii) simplify procedures; iii)define a mission oriented towards new generations. Secondly, cohesion policiesshould be part of a general European economic governance that includes regional convergence among its general objectives. In this perspective, the future agenda should include three priorities: iv) a golden rule for strategic public investments; v) a suitable fiscal compensation system to compensate the Italian Mezzogiorno and other EU-15 less developed regions for the competitive disadvantages caused by tax dumping and other national structural imbalances, particularly within the Eurozone; vi) rebalancing current Union geopolitical setups by prioritizing EU’s Mediterranean policies.

  

Matera e la Basilicata nel “Rapporto SVIMEZ”
di Vincenzo Viti
Parole chiave: Basilicata; Città della Cultura; Sviluppo

La sessione organizzata dalla SVIMEZ nell’ambito della XXXVII Conferenza dell’AISRe su Matera si iscrive fra i più interessanti tentativi di individuare e definire una strategia in grado di ottimizzare il potenziale di un’area vasta, interna al Mezzogiorno continentale e cerniera fra regioni forti quale è la Basilicata, partendo da una realtà urbana di assoluto valore.
La Basilicata vive il paradosso di essere geograficamente centrale e insieme periferica nella geoeconomia meridionale. Mentre nella mappa dello sviluppo si può essere centrale solo se si consolidano le ragioni di coesione e si aggrediscono le faglie di frattura fra economie costiere ed economie interne.
Matera, in questo scenario, si presta ad una doppia storica opportunità: vincere la scommessa produttiva e civile per sè e rappresentare la leva per costruire la trama connettiva di un Sud ricomposto nella sua fisionomia e consistenza unitaria.
Si tratta di assumere Matera quale Capitale europea della cultura a paradigma di un processo espansivo che non solo la valorizzi nel suo patrimonio urbano, economico e civile, ma la utilizzi come infrastruttura per l’intera regione e ciò può rappresentare uno dei tratti più originali dell’offerta che la SVIMEZ ha proposto al Paese con il “Rapporto 2016” e si impegna a sviluppare nel 2017.
Matera è stata il “luogo” della questione sociale e il campo privilegiato dell’osservazione scientifica, politica, socio antropologica, urbanistica e un terreno di sperimentazione e di successo della letteratura, della pittura e del cinema.
Una città straordinariamente attrattiva e un fertilizzante che può tornare utile come risorsa globale e può giovare a se stessa e all’intera regione se rappresenta la base per gli interventi che più incisivamente possano concorrere alla coesione del sistema economico e civile nel quale è inserita: innanzitutto attraverso l’ammodernamento della dorsale ferroviaria Salerno-Taranto e il suo collegamento via Ferrandina a Matera (città segregata dal sistema ferroviario statale). Poi integrando porto e retroporto di Taranto attraverso la realizzazione di una piattaforma agroindustriale e il connesso riconoscimento dell’area Taranto-Matera come ZES che valorizzi le straordinarie peculiarità del giacimento storico e archeologico magno-greco.

Matera and the Basilicata Region in the “SVIMEZ Report”
by Vincenzo Viti
Keywords: Basilicata; City of Culture; Development

The session organized by the SVIMEZ within the XXXVII AISRE Conference on Matera is amongst the most interesting attempts to identify and define a strategy to optimize the potential of a wide inland area, in the continental South and representing a linkage among strong regions such as Basilicata, starting from an absolutely valuable urban setting.
The Basilicata region poses the paradox of being geographically both central and peripheral in southern geo-economics. Whereasin the map of development an area can be central only if the reasons of cohesion strengthen and the fault lines of division between coastal and inland economies are tackled.
In this scenario, Matera may experience a double historic opportunity: winning a productive and civil bet and representing the leverage to construct the connective tissue of a South reassembled in its unitary character and consistency.
Matera as European Capital of culture has to be considered as a paradigm of an expansive process that not only enhances its urban, economic and civil heritage, but also uses itas an infrastructure for the region as a whole and this may be one of the most original features that SVIMEZ has proposed to the country with the “Report 2016” and is committed to developing in 2017.
Matera was the “place” of the social question and enjoyed a privileged vantage point of urban, social and anthropological, political and scientific observation; furthermore, it successfully tested literature, painting and cinema.
It is an extremely attractive city and a “fertilizer” that can be useful as a global resource and can be beneficial to itself and to the entire region if it is the basis for those interventions that more effectively can contribute to the cohesion of the economic and civil system in which it is inserted: first through the modernization of the rail backbone Salerno-Taranto and its connection via Ferrandina to Matera (a city cut off by the state railway system). Then it is necessary to integrate the port and the dry port of Taranto through the creation of an agro-industrial platform and the associated recognition of the Taranto-Matera area as a SEZ that values the unique peculiarities of the historical and archaeological site once belonging to the Magna Grecia.

  

Le condizioni e le sfide per il rilancio dell’area verso Matera 2019
di Riccardo Padovani, Carmelo Petraglia, Giuseppe Provenzano
Parole chiave: Basilicata; Città della Cultura; Sviluppo

L’obiettivo di questo contributo è di fornire un inquadramento macroeconomico delle condizioni e delle sfide per il rilancio di un processo di sviluppo in vista e in occasione di un evento, “Matera 2019”, le cui potenzialità superano i confini della città e riguardano un’area più vasta e l’intera regione.
Parliamo di una regione molto sensibile al ciclo economico chiamata alla sfida della diversificazione produttiva, al superamento del paradosso della sua centralità geografica e, al tempo stesso, del suo isolamento nel contesto meridionale. In questo quadro, Matera 2019 rappresenta un’importante opportunità a patto che diventi l’occasione per un processo di sviluppo “bilanciato” e “durevole”. Bilanciato, perché non limitato al turismo e alle attività creative, di cui pure vanno valorizzate maggiormente le potenzialità, ma legato anche al rilancio delle infrastrutture e dell’energia, dell’industria leggera e dell’agroalimentare, anche grazie alla logistica integrata. E durevole, perché non può limitarsi all’appuntamento culturale ma deve inserirsi in un piano strategico di sviluppo, i cui benefici, per i cittadini, e non solo per i visitatori, devono continuare a maturare nel tempo.

Matera 2019: Conditions and Challenges to Relaunch an Area
by Riccardo Padovani, Carmelo Petraglia, Giuseppe Provenzano
Keywords: Basilicata; City of Culture; Development

The aim of this paper is to provide a macroeconomic framework of the conditions and challenges to relaunch an in-sight development process, and on the occasion of an event, “Matera 2019”, whose potentials exceed the boundaries of the city and cover a larger area and the region as a whole.
It is a region that is very sensitive to the business cycle called to the challenge of product diversification, to overcome the paradox of its central geographical position and, at the same time, of its isolation in the southern context. In this framework, 2019 offers Matera an important chance on condition that it becomes an opportunity for a “balanced” and “durable” development process. Balanced, because it is not limited to tourism and creative activities, whose potentials have to be promoted as well, but it is also linked to the relaunching of infrastructure and energy, light industry and agribusiness, thanks to integrated logistics too. And durable, because it cannot be limited to a cultural appointment but has to fit into a strategic development plan, whose benefits for the citizens, and not only for visitors, must continue to accrue over time.

  

La rigenerazione urbana “culture-led”. Un percorso da intraprendere a Matera
di Alessandro Bianchi, Anna Maria Fogheri
Parole chiave: Rigenerazione Urbana; Culture Led Regeneration; Capitale Europea della Cultura; Matera

Nell’ambito del vasto campo di applicazione della rigenerazione urbana, un ruolo affatto particolare riveste la parte relativa alla componente “culture-led”, vale a dire la rigenerazione basata sul patrimonio culturale, materiale e immateriale.
Nella tradizione scientifica europea e nord-americana, alla “culture-led regeneration” non è attribuito sul piano teorico un significato univoco e, comunque, le esperienze realizzate presentano distinte peculiarità, come dimostrano alcuni dei casi più importanti: Bilbao, Glasgow, Newcastle, Liverpool, la Ruhr, Leipzig.
In Italia non è presente una tradizione di studi di pari livello, il che non può non meravigliare se si pensa all’ampiezza, alla diffusione e alla rilevanza del patrimonio culturale presente nel Paese. Del pari limitati appaiono i casi di concreta applicazione, pur essendo presenti situazioni del tutto paragonabili a quelle dei casi citati.
Una tale situazione induce a ritenere che sia necessario intraprendere un percorso che vada nella direzione di far assumere alla cultura un ruolo trainante nei processi di rigenerazione delle città.
In questo senso la designazione di Matera come “Capitale europea della cultura 2019” costituisce un’occasione da non perdere per avviare un insieme coordinato di attività formative, di ricerca e progettuali che, a partire dal 2019, facciano di Matera un punto di riferimento per le politiche nazionali di rigenerazione basata sulla cultura.

Culture-led Urban Regeneration. A path to Follow in Matera
by Alessandro Bianchi, Anna Maria Fogheri
Keywords: Urban Regeneration; Culture Led Regeneration; European Capital of Culture; Matera

Within the ample scope of urban regeneration, a very particular role is played by the part relating to the culture-led component, that is, regeneration based on both tangible and intangible cultural heritage.
In the European and North American scientific literature, culture-led regeneration has not theoretically unambiguous meaning and, anyway, the experiences suggest distinct features, as shown by some of the most important cases: Bilbao, Glasgow, Newcastle, Liverpool, the Ruhr region, Leipzig.
In Italy, there is not a tradition of similar studies, which is definitely cause for wonder if we consider how broad, spread and significant is cultural heritage in our Country. Similarly, cases of practical application appear limited, despite being present situations entirely comparable to those of the above-listed cases.
Such a situation leads to the conclusion that it is necessary to follow a path that gives culture a leading role in the regeneration processes of the city.
In this sense, the designation of Matera as “European Capital of Culture 2019” is a not-to-be-missed opportunity to start a coordinated set of training, research and planning activities, that, from 2019 on, make Matera a point of reference for national regeneration policies based on culture.

  

Matera e la Basilicata: la sfida dell’accessibilità, infrastrutture e logistica per riconnettere e rilanciare l’area in un’ottica Euromediterranea
di Ennio Forte e Delio Miotti
Parole chiave: Accessibilità; Logistica Economica; Filiere Territoriali Logistiche

Matera Capitale della cultura 2019 rappresenta un’occasione forse irripetibile per rendere la città pienamente accessibile e far sì che possa costituire con la sua area vasta una cerniera nelle relazioni interne alla Basilicata e con le regioni limitrofe (Campania, Puglia e Calabria) in un’ottica Euromediterranea. Un primo passo prevede l’efficientamento della linea ferroviaria Bari Matera, e la definizione di linee su gomma per il collegamento di Matera con gli aeroporti di Bari e Taranto. Si potrebbe sfruttare il golfo del Metaponto e il porto di Policoro per istituire delle linee di traghetto e itinerari di navi da crociera di minore stazza riservate alle crociere di lusso. Il collegamento con Matera potrebbe essere garantito da navette su gomma.
Nel medio periodo anche sfruttando l’abbrivo generato dagli eventi legati a Matera Capitale della cultura, si potrebbe avviare la costruzione di un asse trasversale Tirreno-Adriatico intersecante quello perpendicolare con lo Jonio (area del Metaponto e area Portuale di Taranto). Una siffatta configurazione consentirebbe a Matera e alla regione Basilicata di rafforzare il proprio mercato interno e sfruttare al meglio le relazioni con le regioni confinanti, seguendo una logica di sistema correttamente interpretata dalla Filiera Territoriale Logistica.

Matera and the Basilicata Region: Accessibility, Infrastructures and Logistics as Challenges to Reconnect and Relaunch this Area in a Euro-Mediterranean Perspective
by Ennio Forte and Delio Miotti
Keywords: Accessibility; Economic Logistics; Territorial Supply Chains

Matera as a Capital of Culture in 2019 is perhaps a unique opportunity to make the city fully accessible and ensure that it can be, with its vast area, a linkage in the internal relations of the Basilicata regionas well as with neighbouring regions (Campania, Puglia and Calabria) in a Euro-Mediterranean perspective. A first step involves the efficiency of the railway line Bari-Matera, and the definition of road lines to connect Matera with the airports of Bari and Taranto. One could take advantage of the Gulf of Metaponto and the port of Policoro to establish ferry lines and routes of lesser tonnage cruise ships devoted to luxury cruises. The connection to Matera could be guaranteed by road shuttles.
In the medium term, also taking advantage of the impetus gained thanks to the events linked to Matera Capital of Culture, the construction of a transverse axis between the Tyrrhenian sea and the Adriatic Sea intersecting with the perpendicular axis of the Ionian Sea (area of Metaponto and Taranto Port area) could be started. Such a configuration would allow Matera and the Basilicata region to strengthen its internal market and make the most of relations with neighbouring regions, following an overall logic correctly represented by Territorial Supply Chains.

  

Il settore agroalimentare lucano, motore di uno sviluppo sostenibile
di Mauro Viccaro , Benedetto Rocchi , Giovanna Catullo , Severino Romano
Parole chiave: Sviluppo Rurale; Sistemi Agroalimentari; Modello Multisettoriale; Moltiplicatori SAM; Approccio dei Sub-sistemi

Il presente contributo presenta un’analisi per sub-sistemi basata su una matrice di contabilità sociale appositamente costruita per la regione Basilicata. L'analisi si propone di valutare il peso (produttivo e occupazionale) del settore agricolo e agroalimentare lucano sul sistema economico regionale ed extraregionale; di descrivere come il valore aggiunto e la ricchezza prodotta attraverso gli effetti diretti, indiretti ed indotti si distribuisca tra i diversi settori produttivi; di evidenziare punti di forza e di debolezza strutturali e di suggerire possibili strategie di sviluppo anche con riferimento alla nuova programmazione delle politiche di sviluppo rurale.
I risultati presentati mostrano che la disponibilità di un modello multisettoriale dell’economia regionale appropriatamente disaggregato, costituisce un importante strumento di supporto alle decisioni di politica regionale per l’innovazione e lo sviluppo delle aree rurali.

The Agribusiness Sector in Basilicata, an Engine for a Sustainable Development
by Mauro Viccaro , Benedetto Rocchi , Giovanna Catullo , Severino Romano
Keywords: Rural Development; Agribusiness Systems; Multi-Sectoral Models; SAM Multipliers; Sub-System Approach

This paper presents a sub-system analysis based on a social accounting matrix specially built for the Basilicata region. Such analysis aims to evaluate the weight (both as to production and as to employment) of Basilicata’s agricultural and agribusiness sector on the regional and extra-regional economic system; it aims to describe how the value added and the wealth generated by direct, indirect and induced effects is distributed among the various productive sectors; finally, it highlights structural strengths and weaknesses and suggests possible development strategies also in relation to the new planning of rural development policies.
The results presented show that the availability of a properly disaggregated regional multi-sectoral model of the economy, is an important tool to support regional policy decisions for both innovation and the development of rural areas.

  

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