Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

Conferenza stampa di presentazione delle anticipazioni del Rapporto SVIMEZ 2018
Biblioteca SVIMEZ (1 agosto)
Sicilia. Ripartire dalle imprese
Editoriale Bianchi e Provenzano sulla Sicilia su L'Economia del Corriere della Sera (16 luglio)
Speciale del Corriere della Sera
Le analisi SVIMEZ al centro dell’inchiesta sul magazine SETTE (12 luglio)
Inchiesta de Il Sole 24 Ore sui servizi pubblici al Sud con i dati SVIMEZ
Nell’ambito dell’inchiesta è stato sentito il parere del Direttore SVIMEZ Luca Bianchi (1 luglio)
Effetti economici di breve periodo dell’emigrazione universitaria dal Sud al Centro-Nord
La valutazione della SVIMEZ (25 giugno)
Studio SVIMEZ su Ilva inviato al Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio
Approfondimento de "Il Sole 24 Ore" (12 giugno)
Intervista a Luca Bianchi al Tg1
Il Direttore SVIMEZ sui diritti di cittadinanza negati al Sud
La SVIMEZ a ''Radio anch'io'' di Radio1
Replica della trasmissione (15 marzo)
Appunti sulla “doppia rinascita” della Sardegna
di Alessandro Aresu
“La Sardegna è un’altra cosa”: il giudizio di D.H. Lawrence coglie con efficacia il modo con cui i sardi considerano la loro distanza dal resto dell’Italia e dal Mezzogiorno, anche in termini di politiche pubbliche. Pertanto la differenza sarda, con una forte accezione politica e culturale, è lo sfondo essenziale per analizzare il caso sardo nelle politiche di modernizzazione del Paese, considerando il dibattito tuttora aperto sulla sovranità sarda e il contrasto tra autonomismo e indipendentismo.
Nell’articolo si avanza l’ipotesi di lavoro che il concetto di “rinascita”, comunemente utilizzato per descrivere il trentennio di politiche di intervento straordinario dal 1962 al 1993, possa essere adoperato anche per contestualizzare l’esperienza di sviluppo tecnologico avviato dalla nascita del Centro di Ricerca Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna nel 1990. Nella “seconda rinascita” ha quindi avuto un ruolo essenziale l’investimento pubblico in ricerca e tecnologia capace di costituire l’infrastruttura per l’investimento privato e per l’attrazione del capitale umano.
Entrambe queste stagioni di modernizzazione possono essere analizzate per i loro avanzamenti sociali e per i loro fallimenti, per comprendere quali siano stati gli errori commessi e quali le buone pratiche da diffondere nel territorio.

 

L’Italia da rammendare. Legge Delrio e ridisegno del sistema delle autonomie
di Giovanni Vetritto
La riforma delle autonomie disposta dalla legge n. 56/2014 dà al sistema amministrativo italiano la possibilità di agganciare alcune tendenze di riorganizzazione dei poteri locali che hanno avuto attuazione in diversi sistemi amministrativi europei negli ultimi trenta anni, pur con le diversità che li contraddistinguono. L’occasione per costruire un tessuto amministrativo territoriale più efficace, più orientato a comportamenti strategici, più aderente ai correnti paradigmi di rete e più diversificato nelle caratteristiche a seconda dei problemi di un Paese dalle grandi varianze morfologiche, economiche, sociali e culturali richiede però uno sforzo di coordinamento sia verticale che orizzontale, che nasca dalla consapevolezza della natura multilivello delle principali politiche di sviluppo locale. Senza un ruolo attivo del centro anche questa occasione di modernizzazione rischia di andare perduta.

 

L’utilizzo delle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate del ciclo di programmazione 2007-2013 ovvero “Tanto rumore per nulla”
di Gian Paolo Boscariol
La legge finanziaria del 2007 stanziò 64,4 miliardi quale finanziamento del Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS) per il ciclo di programmazione 2007-2013. Lo studio, dopo aver ricostruito il quadro normativo, l’evoluzione annuale delle disponibilità di bilancio e la loro gestione contabile, cerca di determinare quanto di queste risorse sia effettivamente stato utilizzato per interventi di riequilibrio economico e sociale, nonché per incentivi e investimenti pubblici nelle aree sottoutilizzate, attraverso l’analisi dei decreti ministeriali di trasferimento delle risorse dal FAS ai pertinenti capitoli di spesa delle amministrazioni competenti (senza entrare nel merito del successivo passaggio sulla gestione di tali capitoli e ancor meno circa l’effettiva erogazione ai soggetti finali destinatari) limitatamente agli esercizi finanziari dal 2010 al 2014.
L’analisi si sviluppa attraverso una analisi della destinazione delle risorse, sia sul piano programmatico delineato dal CIPE, sia sulle effettive disponibilità di bilancio, conseguenti ai tagli disposti da varie manovre correttive, all’utilizzo del FAS a copertura di oneri recati dalle più diverse disposizioni legislative, alla articolazione del FAS in più fondi (Infrastrutture, Occupazione, Strategico, Regionale). Tuttavia, per effetto dei riaccertamenti sull’utilizzo delle risorse da parte del CIPE e delle rimodulazioni disposte dalle leggi finanziarie e di stabilità, le risorse FAS 2007-2013 vanno a sovrapporsi con quelle del ciclo 2000-2006 e con quelle del ciclo 2014-2020, impedendo la determinazione di un dato univoco circa l’utilizzo dei 64,4 miliardi originariamente stanziati nel 2007. Esso viene pertanto determinato per sottrazione (riduzioni di bilancio, copertura oneri legislativi vari, risorse ancora presenti nel bilancio 2015 in competenza e in conto residui). Analizzando i decreti di trasferimento dal FAS in termini di autorizzazioni di cassa per gli anni dal 2010 al 2014, si arriva ad ottenere un dato certamente non edificante certo la capacità di utilizzo di così tante risorse.

 

Associazione per lo sviluppo
dell'industria del Mezzogiorno
via di Porta Pinciana 6, 00187 Roma
Centralino 06.478501
Fax 06.47850850