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Conferenza stampa di presentazione delle anticipazioni del Rapporto SVIMEZ 2018
Biblioteca SVIMEZ (1 agosto)
Sicilia. Ripartire dalle imprese
Editoriale Bianchi e Provenzano sulla Sicilia su L'Economia del Corriere della Sera (16 luglio)
Speciale del Corriere della Sera
Le analisi SVIMEZ al centro dell’inchiesta sul magazine SETTE (12 luglio)
Inchiesta de Il Sole 24 Ore sui servizi pubblici al Sud con i dati SVIMEZ
Nell’ambito dell’inchiesta è stato sentito il parere del Direttore SVIMEZ Luca Bianchi (1 luglio)
Effetti economici di breve periodo dell’emigrazione universitaria dal Sud al Centro-Nord
La valutazione della SVIMEZ (25 giugno)
Studio SVIMEZ su Ilva inviato al Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio
Approfondimento de "Il Sole 24 Ore" (12 giugno)
Intervista a Luca Bianchi al Tg1
Il Direttore SVIMEZ sui diritti di cittadinanza negati al Sud
La SVIMEZ a ''Radio anch'io'' di Radio1
Replica della trasmissione (15 marzo)

Finanza pubblica, «federalismo» e Mezzogiorno
di F. Pica
Parole chiave: Federalismo; Finanza Enti Territoriali; Perequazione

Nell’articolo si fa il punto sullo stato attuale del “federalismo” in Italia, e cioè sull’insieme delle discriminazioni prodotte dall’impianto del settore pubblico tra i cittadini che risiedono nelle diverse circoscrizioni. Il tema è discusso con riferimento alla finanza dei Comuni; alla finanza delle Regioni, con particolari approfondimenti concernenti la sanità; alla finanza dello Stato e del sistema previdenziale. A questo ultimo riguardo, si osserva che la maggior parte dei danni, in special modo per gli anni successivi alla crisi del 2007-2008, è prodotta dall’impianto degli interventi ordinari posti in atto dalla Repubblica (e cioè dell’insieme delle amministrazioni pubbliche, che lo Stato direttamente ed indirettamente controlla). Ciò vale in particolar modo per quanto concerne gli investimenti pubblici e la pressione fiscale.
Nel contesto indicato, l’Autore ritiene che vadano privilegiate priorità riferite al livello nazionale, perseguendo le quali anche il Mezzogiorno trarrà considerevoli benefici. Le questioni fondamentali concernono il rilancio degli investimenti pubblici ed il sostegno alle persone in grave condizione di bisogno.

Public finance, «federalism» and Southern Italy
by F. Pica
Keywords: Federalism; Finance of Territorial Authorities; Equalisation

This paper focuses on the current situation of «federalism» in Italy – i.e., on the combination of discriminations constituted by public sector among citizens living in different districts. Such issue is referred to Municipalities’ finance, Regions’ finance, paying particular attention to healthcare, State and welfare system’s finance. With particular reference to this last aspect, this paper points out that most damage, especially for the years following the 2007-2008 crisis, is caused by ordinary interventions carried out by the Republic – that is, by the whole series of public administration, directly or indirectly controlled by the State. This is particularly true for public investments and tax burden.
In such context, the author believes national priorities are to be favoured; pursuing them, southern Italy will be significantly advantaged as well. Fundamental issues deal with public investment relaunch and support to economically disadvantaged people.

  

L’attrattività percepita di regioni e province del Mezzogiorno per gli investimenti produttivi
di D. Musolino
Parole chiave: Attrattività Reale e Percepita; Investimenti Produttivi; Policy

Un terreno sostanzialmente “inesplorato” in Italia, e in particolare nel Mezzogiorno, è l’attrattività percepita a livello territoriale, da parte delle imprese; sarebbe pure a dire l’immagine che le imprese hanno dei territori in Italia riguardo a possibili localizzazioni di investimenti produttivi. In questo contributo vengono dunque presentati e discussi i risultati più rilevanti, riguardanti regioni e province del Mezzogiorno, emersi da una recente ricerca sulle preferenze localizzative delle imprese in Italia, che si ricollega ad una più ampia linea di ricerca internazionale che ha studiato per alcuni decenni questo tema in alcuni paesi europei. Si illustra il background teorico ed empirico della linea di ricerca internazionale, e l’approccio metodologico alla ricerca e alle indagini effettuate in Italia; si presentano e discutono i risultati della ricerca e, in particolare si illustrano i risultati generali sull’attrattività percepita di regioni e province del Sud; viene analizzato quanto la percezione del Sud da parte degli imprenditori è omogenea e indifferenziata geograficamente, ovvero in che misura mette “sullo stesso piano” regioni e province, anche diverse dal punto di vista socio-economico; si esaminano i risultati disaggregati per tipo di impresa; si prende in esame il divario in termini di percezione e lo si confronta con il divario in termini reali; si approfondiscono, infine, le evidenze di carattere interpretativo esplicativo, provenienti dalle indagini qualitative.

Southern regions and provinces’ perceived attractiveness of productive investments
by D. Musolino
Keywords: Real and Perceived Attractiveness; Productive Investments; Policy

Perceived attractiveness at territorial level by businesses – that is, their image of Italy’s territories as regards potential localizations of productive investments – represents a substantially «unexplored» field in Italy, particularly in the South. This paper shows and discusses the most significant results, related to southern Italy’s regions and provinces, obtained from recent research on localization preferences of Italy’s businesses, linked to a wider international research programme studying this topic in some European countries for some decades. The theoretical and empirical background of the international research programme, as well as the methodological approach to research and to surveys carried out in Italy, is explained; the results of the research are shown and discussed, in particular the overall results on southern regions and provinces’ perceived attractiveness are explained; how homogeneous and geographically indifferent is South perception by businesspeople, that is, how they consider equally important regions and provinces, although these differ from a socio-economic point of view; the results disaggregated by type of business are examined; the gap in terms of perception is considered and then it is compared with the gap in real terms; finally, explanatory evidence, drawing from qualitative surveys, is investigated.

  

L’indice di performance ICM per l’analisi della competitività delle imprese: una proposta e un’indagine empirica per l’Italia
di M. Menghini e S. Terzi
Parole chiave: Strategia d'impresa; analisi empirica; performance; sistemi produttivi; competitività

Scopo del presente lavoro è l’analisi della competitività del sistema produttivo italiano attraverso un indice di performance multidimensionale derivante dalla stessa proposta metodologica (di Alkire e Foster) che ha dato luogo all’elaborazione del Multidimensional Poverty Indicator (MPI). I dati sono in realtà micro-dati d’impresa riguardanti società con almeno dieci addetti negli anni 2010 e 2012; poiché l’indicatore proposto tiene conto della distribuzione congiunta delle diverse componenti (sottoindicatori) che caratterizzano la competitività – e’ anzi questo uno dei suoi principali pregi - per elaborarlo e’ stato necessario integrare più archivi statistici: l’Indagine sull’Innovazione delle imprese (Community Innovation Survey), l’Archivio ASIA (Archivio Statistico delle Imprese Attive) e l’Archivio AIDA (Analisi Informatizzata Delle Aziende) sui bilanci delle società. Un’ulteriore caratteristica dell’indicatore e’ la decomponibilità per sottopopolazioni. Ciò ci consente di analizzare la competitività per classe dimensionale, per settore di attività economica, per regione.

A Multidimensional performance indicator to analyze firms’ competitiveness: a suggestion and an empirical study for Italy
by M. Menghini and S. Terzi
Keywords: Firm Behaviour; Empirical Analysis; Performance; Productive Systems; Competitiveness.

This paper aims at analysing the competitiveness of the Italian productive system by means of a multidimensional performance indicator based on Alkire Foster’s methodology, the same that has led to the definition of the Multidimensional Poverty Indicator (MPI). The micro-data used refer to companies with at least ten employees in 2010 and 2012. One of the main features of the suggested indicator is that it takes into account the joint distribution of the sub-indicators; this means, however, that for its computation it is necessary to integrate different statistical archives: AIDA, the database of companies’ balance sheets; CIS, a Eurostat sample survey on innovation in firms with at least ten employees; ASIA, the Italian archive of active businesses. A second feature is its decomposability with respect to subpopulations. This allows to analyse competitiveness according to different dimensions, NACE rev.2 divisions of economic activities, NUTS2 level of territorial disaggregation.

  

Mezzogiorno e «crisi» delle politiche regionali
di A. Giannola e C. Petraglia
Parole chiave: Mezzogiorno; Redistribuzione; Politiche Regionali di Sviluppo; Politiche di Coesione

Nell’intervento proponiamo una lettura della dimensione regionale dell’economia italiana alternativa allo storytelling corrente del Mezzogiorno. In primo luogo, riprendiamo il tema dell’interdipendenza tra Nord e Sud che, in un dibattito debitamente informato, dovrebbe sostituire quello della presunta dipendenza patologica del Mezzogiorno. In secondo luogo, ripercorrendo le tappe dei cambi di regime che hanno interessato la lunga storia delle politiche per il Sud, illustriamo l’evidenza empirica sull’entità dei trasferimenti pubblici a favore del Mezzogiorno in un’ottica di lungo periodo. Infine, trattiamo due tematiche esogene al contesto meridionale, poco dibattute, ma andrebbero prese in seria considerazione nel valutare le cause della mancata convergenza del Sud: la reale possibilità dei Fondi strutturali di incidere sul ritardo di sviluppo del Mezzogiorno in assenza di armonizzazione delle politiche macroeconomiche europee; il ritardo di rielaborazione di una strategia nazionale di politica regionale. Queste due questioni definiscono i tratti della crisi attuale delle politiche regionali.

Southern Italy and «crisis» of regional policies
by A. Giannola and C. Petraglia
Keywords: Southern Italy; Redistribution; Regional Development Policies; Cohesion Policies.

This paper provides an interpretation of the regional dimension of the Italian economy, that replaces the usual storytelling on southern Italy. Firstly, it resumes the issue of the interdependence between the North and the South that should replace the other issue of alleged pathological dependence of southern Italy, in a well-informed discussion. Secondly, retracing the phases of regime changes affecting the history of South policies, it explains the empirical evidence on the amount of public transfers for southern Italy in a long-term view. Finally, it tackles two issues external to the southern context, few discussed, but that should be taken into serious consideration in assessing the causes of the lack of convergence of the South: the real possibility of the Structural Funds to affect the development gap of southern Italy in the absence of harmonization of European macroeconomic policies; the late reworking of a national strategy of regional policy. These two issues outline the features of the current crisis of regional policies.

  

Politica monetaria, credito e squilibri territoriali in Europa al tempo della crisi
di L. Giordano e A. Lopes
Parole chiave: Eurozona; Banche; Mezzogiorno

Il saggio analizza le origini della crisi all’interno dell’Area dell’Euro e la politica monetaria adottata dalla Banca Centrale Europea a seguito degli sviluppi della crisi dei debiti sovrani. Gli autori evidenziano che le politiche di consolidamento fiscale attuate in tutti i paesi coinvolti dalla crisi dei debiti sovrani, finalizzate a ripristinare la fiducia dei mercati, pur in presenza di una politica monetaria che è divenuta negli anni sempre più espansiva, hanno innescato una spirale recessiva che ne ha ulteriormente compromesso le prospettive di sviluppo in Europa. Tutto ciò ha compromesso la stessa possibilità da parte delle banche di espandere il credito al sistema produttivo e ha aggravato gli squilibri territoriali all’interno dell’Eurozona in termini di disponibilità, qualità e tassi di interesse. L’analisi empirica presentata evidenzia il deterioramento del rapporto tra banche e imprese nell’Eurozona considerando le dinamiche divergenti di due paesi rappresentativi quali la Germania e l’Italia. Inoltre si sono accentuati anche gli squilibri all’interno dei paesi come testimonia la situazione italiana in cui il Mezzogiorno si trova sempre più penalizzato rispetto alla disponibilità, alla qualità e al costo del credito.

Monetary policy, credit and territorial imbalances in Europe in crisis times
by L. Giordano and A. Lopes
Keywords: Eurozone; Banks; Southern Italy

This paper analyzes the origins of the crisis in the Eurozone and the monetary policy adopted by the European Central Bank following the developments of sovereign debt crisis. It shows that fiscal consolidation policies implemented in all the countries affected by the sovereign debt crisis, aimed at restoring market confidence, in spite of a monetary policy that has become more and more expansive over the years, triggered a downward spiral which has further endangered the prospects of development in Europe. This has undermined the possibility of banks to expand their credit to the productive system and has increased territorial imbalances within the Eurozone in terms of availability, quality and interest rates. The empirical analysis here presented highlights the deterioration of the relationship between banks and firms in the Eurozone considering the divergent dynamics of two representative Countries such as Germany and Italy. In addition, the imbalances within Countries have become more marked, as highlighted by the Italian situation where the South is increasingly disadvantaged in relation to the availability, quality and cost of credit.

  

Le politiche europee e nazionali di coesione e la mancata convergenza: il caso del Mezzogiorno
di G. L.C. Provenzano
Parole chiave: Politiche di Coesione; Politiche Regionali di sviluppo; Convergenza; Integrazione europea; Crisi; Fondi comunitari; Riequilibrio territoriale

Una crescente letteratura cerca di indagare le criticità specifiche delle politiche di coesione nel caso italiano. Il nostro contributo si inserisce in questo filone e, a partire dalle evidenze della mancata convergenza del Mezzogiorno (che ha preceduto la crisi), cerca di fornire qualche elemento per mettere a fuoco alcuni dei limiti - quantitativi e qualitativi - non solo di implementazione ma anche - ed è qui che sta la parte meno indagata nella letteratura - di impostazione di questa politica, e non solo a livello nazionale ma anche a livello europeo. L'auspicio è che da questi elementi si possano ricavare indicazioni utili per una profonda riforma che rilanci una politica indispensabile per la salvaguardia del processo dell'integrazione europea.

European and national cohesion policies and a lack of convergence: the case of Southern Italy
by G.L.C. Provenzano
Keywords: Cohesion Policies; Regional Development Policies; Convergence; European Integration; Crisis; Eu Funds; Territorial Readjustment.

A growing literature tries to investigate the specific issues of cohesion policies in the Italian case. This paper is part of this trend and, starting from the evidence of the lack of convergence of southern Italy (which preceded the crisis), tries to provide some elements to focus on some both quantitative and qualitative limits related not only to the implementation but also – and this is the least explored aspect in the literature – to the general lines of this policy, and not only at national level but also at European level. The hope is that such elements may be found useful for a deep reform relaunching an essential policy for the preservation of the European integration process.

  

Convergenza e crescita tra le regioni italiane: quanto è importante la politica?
di G. Pellegrini
Parole chiave: Divari Territoriali di Sviluppo; Politiche Regionali; Crescita Regionale; Mezzogiorno

Questo lavoro propone, alla luce dei nuovi e numerosi contributi che la statistica economica territoriale ha prodotto negli anni recenti, una rilettura delle vicende storiche che hanno determinato la formazione dei divari regionali di sviluppo nel nostro Paese, evidenziando il ruolo essenziale svolto, sia in positivo che in negativo, dalle scelte della politica.
Le scelte in tema di interventi in campo economico-sociale effettuate dalle istituzioni, nazionali e locali sono state essenziali nel determinare l'ascesa prima e il declino poi dell'economia del Sud dell’Italia. Questa considerazione viene svolta nel lavoro sulla base della stretta associazione tra l'attuazione di determinate politiche ed i risultati in termini di crescita regionale. L’analisi ha una dimensione storica, analizzando in particolare la relazione tra le politiche e lo sviluppo del Mezzogiorno dagli anni Cinquanta agli anni Novanta, e si conclude con la valutazione della recente "Nuova politica regionale".
L’andamento dei divari regionali di sviluppo del Paese si è composto di diverse fasi, ognuna con uno specifico profilo delle politiche: il lavoro parte dalla formazione dei divari seguente l’Unità d’Italia, esaminala crescita dei divari durante il periodo tra le due guerre, indica il primo consistente e duraturo fenomeno di convergenza tra Nord e Sud del Paese nei vent’anni seguenti del dopoguerra, e infine discute la brusca frenata, a metà degli anni Settanta, quando il processo di convergenza si arresta, e apre la strada ad un lungo, più recente periodo, nel quale il persistere dei divari regionali rimane il principale tratto di incompiutezza della storia unitaria del Paese.
Nell’analisi si argomenta come la lentezza dei processi di convergenza sia ora principalmente attribuibile alla minore qualità della spesa pubblica nel Sud e al declino della intensità e della qualità dei servizi pubblici che in questa area influenzano negativamente competitività e crescita. Tale gap può essere colmato solo tramite l’azione di politiche nazionali sull’offerta di servizi pubblici, che hanno rilevanti effetti anche per lo sviluppo regionale.

Convergence and growth among Italian regions: how important is policy?
by G. Pellegrini
Keywords: Territorial Development Gaps; Regional Policies; Regional Growth; Southern Italy.

This paper suggests, in the light of the new and numerous contributions that territorial economic statistics has developed in recent years, a reinterpretation of the historical events that led to the creation of regional development gaps in our Country, highlighting the key role performed, both positively and negatively, by policy choices.
The choices concerning the interventions in social and economic matters, made by national and local institutions, were essential in determining the rise and decline of the economy of Southern Italy. Such reflection is provided in this paper on the basis of the close association between the implementation of certain policies and the results in terms of regional growth. The analysis is carried out from a historical perspective, particularly studying the relationship between the policies and the development of the South from the Fifties to the Nineties, and culminating in the evaluation of the recent «New Regional Policy».
The trend of our Country’s regional development gaps was made up of several stages, each with a specific profile of policies: this paper starts from the creation of gaps following the Unity of Italy, it examines the growth of gaps during the period between the two wars, shows the first significant and lasting phenomenon of convergence between the North and the South of Italy in the twenty years following the war, and finally discusses the sharp slowdown in the mid-seventies, when the convergence process stopped, and opened the way to a longer, more recent period, where the persistence of regional gaps remains the main feature of incompleteness of the history of the unity of Italy.
This analysis shows how the slowness of the convergence process is now mainly due to the lower quality of public spending in the South and the decline of the intensity and the quality of public services that in this area negatively affect competitiveness and growth. This gap can be bridged only by the action of national policies on public services provision, which have significant effects for regional development as well.

  

Crisi del regionalismo e competitività territoriale: luci ed ombre della coesione italiana
di G. Soriero
Parole chiave: Politiche di coesione; Fondi europei; Regioni

Chi s’impegna a “risvegliare l’anima”del Sud dopo “20 anni di solitudine”? Chi incalza il Governo per conseguire risultati concreti? Prevale forse ancora il tradizionale scetticismo verso le prospettive di rilancio della programmazione su basi nazionali. Proprio mentre invece sarebbe preziosa ogni ulteriore attenzione che sappia raccordare i temi dello sviluppo e della coesione alla proposta di Riforma della Costituzione. Non si può non tener conto d’altronde della evoluzione del disegno di legge costituzionale di revisione della Parte II della Costituzione . Ed è auspicabile che le Regioni meridionali possano ritrovare una loro più efficace funzione per incidere nella definizione del Masterplan, anche attraverso l’individuazione di un programma di azioni di sviluppo, articolate su precisi temi prioritari e unificanti, in una prospettiva di crescita che ponga al centro lo scenario euro- mediterraneo. Ma se è così, si tratta di suscitare un movimento di idee ed energie culturali tali da risvegliare l’anima del Sud, come l’EXPO’ ha fatto per Milano. Balza in primo piano l’esigenza di superare le criticità strutturali dell’intervento dello Stato verso le politiche di coesione. Le distorsioni nella programmazione dei fondi comunitari hanno indotto a bruciare ben tre cicli dei Fondi europei dal 1994 al 2013.
Solo in Italia, ogni 4/5 anni si cambia obbligatoriamente nome, tipologia e finalità dell’intervento pubblico: sulla Coesione aprono e chiudono Ministeri e Agenzie tra disinvoltura degli “addetti ai lavori” e incredulità degli ambienti intellettuali. Perché non si riesce a sradicare questo singolare “gattopardismo” istituzionale e culturale ?
Perché vent’anni dopo l’abolizione dell’intervento straordinario e della Agenzia per il Mezzogiorno, a oltre 45 anni dall’entrata in funzione delle Regioni abbiamo dovuto registrare negli anni il fallimento del regionalismo” di destra, di centro e di sinistra ?
Il funzionamento delle istituzioni non è neutrale rispetto alle prospettive di crescita di un territorio, specialmente nel caso in cui si tratti di un’area in ritardo di sviluppo.
La cultura della sussidiarietà come valore europeo, potenziando i livelli di governo vicini ai cittadini, in un contesto che va sempre più globalizzandosi, può valorizzare le peculiarità dei territori e sfruttarne i vantaggi e le positività.
Solo un impegno eccezionale di tutti i gangli della Repubblica può aiutare l’Italia, e il Sud innanzitutto, a bloccare le incursioni della mafia e a sperimentare percorsi virtuosi di sviluppo nella legalità.

Regionalism crisis and territorial competitiveness: light and shade of Italy’s cohesion
by G. Soriero
Keywords: Cohesion Policies; Eu Funds; Regionalism

In this paper, Southern regions are thought to recover a more effective function in affecting Masteplan’s definition, also by means of a development action plan, divided into exact priority and unifying issues, within a growth perspective focusing on the Euro-Mediterranean area. Therefore, it is a matter of giving rise to a movement of ideas of culture so as to arouse South’s spirit, as the EXPO’ did in Milan. The need to overcome the structural criticalities of State interventions in cohesion policies, which led to waste no less than three cycles of Eu funds, from 1994 to 2013, leaps into the foreground.
Only in Italy, compared to the main European countries, every 4/5 years the name, type and purposes of public intervention are necessarily changed: Ministries and Agencies open and close on Cohesion policies, with both the ease of «insiders» and the incredulity of intellectual circles.
Twenty years after the abolition of the extraordinary intervention of the Agency for the South, over 45 years after the entry into force of the regions, we had to register the failure of right, centre and left regionalism over the years.
The functioning of the institutions is not neutral with respect to growth perspectives of an area, especially if it is an area whose development is lagging behind.
The culture of subsidiarity as a European value, strengthening the levels of government closest to citizens, in a context that is increasingly globalizing, can enhance the peculiarities of the territories and exploit their advantages and positive aspects.
Only an exceptional commitment of all the «vital points» of the Republic can help Italy, and first of all the South, to stop mafia raids and to experience virtuous development paths within the law.

  

L'Università del nostro scontento
di A. Giannola
Parole chiave: Educazione; Università; Mezzogiorno

Il contributo rappresenta una rielaborazione dell’intervento svolto dall’Autore in occasione della presentazione del volume di Mauro Fiorentino “La questione meridionale dell’Università”, tenutasi nell’aprile 2016 all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Emergono con forza due questioni: la prima di carattere generale, che riguarda la crisi dell’Università italiana nel suo complesso; la seconda rimanda agli aspetti territoriali del problema. Sulla prima questione una delle maggiori criticità evidenziata è rappresentata dalla modesta entità delle risorse umane e finanziarie investite dall’Italia nell’istruzione universitaria, risorse che negli ultimi anni il nostro Paese ha ulteriormente tagliato nell’ambito di un generale disinvestimento riguardante l’intero settore dell’istruzione. Ma il razionamento delle risorse destinate alla ricerca e all’Università, a partire dalla riforma del 2009, ha prodotto una palese discriminazione a livello territoriale, che sta portando al progressivo sfaldamento del sistema universitario nel Mezzogiorno, penalizzato dal meccanismo dei requisiti, delle tasse incassate, delle commesse acquisite, dei tempi di impiego dopo la laurea. Tutto ciò ha portato ad una crescente "emigrazione universitaria" dal Sud verso il Nord e alla mancata capacità di attrarre studenti delle Università meridionali.
Per superare tali criticità non basterà garantire un aumento di risorse ma emerge con forza, tra le altre, l’esigenza di intervenire per rivedere le regole di attribuzione del Fondo di finanziamento ordinario (FFO), che finanzia le Università e rappresenta la loro principale entrata, ed i criteri di premialità che incidono progressivamente sulle quote di risorse assegnate.

Our dissatisfying University
by A. Giannola
Keywords: Education; University; Southern Italy

This paper is a rewriting of a paper delivered by the Author when Mauro Fiorentino launched his book “La questione meridionale dell’Università” in April 2016 at the University of Rome “La Sapienza”. Two issues rise significantly: the first general one, regarding the crisis of the Italian University as a whole; the second one refers to the territorial features of such issue.About the first issue, one of the main criticalities is represented by poor human and financial resources invested by Italy in academic education; such resources have been further cut by our Country over the last few years, within an overall disinvestment in the education sector altogether.But rationing the resources allocated to research and Universities, since the 2009 reform, has resulted in a clear territorial differentiation, which is leading to a gradual crumbling of the University system in Southern Italy, disadvantaged by the mechanisms of requirements, collected taxes, obtained orders, employment time after graduation. All this has led to a growing “university migration” from South to North as well as to a lack of capacity by southern Universities to attract students.
In order to overcome such criticalities, it is not sufficient to guarantee an increase in resources, but it is fundamental, among others, to review the rules of allocation of the Operating Fund (Fondo di FinanziamentoOrdinario, FFO), which provides financial support for the Universities and represents their main revenue, as well as to reconsider the rewarding criteria affecting gradually the amount of resources allocated.

  

Il Mezzogiorno e la Sicilia nella crisi. Il rischio di depauperamento del capitale umano
di R. Padovani e G. Provenzano
Parole chiave: Capitale umano; Istruzione; Mercato del Lavoro; Demografia; Sviluppo regionale

A partire da un'analisi delle condizioni socio-economiche del Mezzogiorno e della Sicilia, e in particolare delle condizione delle nuove generazioni sul mercato del lavoro e nei percorsi di istruzione e formazione, si dà conto, in questo contributo, di diversi fenomeni di depauperamento del capitale umano nelle regioni meridionali. Ci si sofferma, in primo luogo, sull'analisi della preoccupante inversione, accentuata dalla crisi degli ultimi anni, del processo di accumulazione del capitale umano attraverso i percorsi di istruzione più avanzati. Si affronta poi il problema della crescente "emigrazione universitaria" e della mancata capacità di attrarre studenti delle università meridionali. Da lì, si giunge ad affrontare il tema della forma più forte ed evidente di depauperamento del capitale umano, meridionale e siciliano, rappresentata dalla ripresa dei flussi migratori verso il Centro-Nord e verso l'estero. Tra le molte cause, sono essenzialmente le difficoltà incontrate dai giovani sul mercato del lavoro, e specialmente lo scarto tra competenze acquisite e aspettative retributive e la domanda di lavoro del sistema produttivo, a consolidare quello che la SVIMEZ definisce un intreccio perverso tra crisi socio-economica e dinamiche demografiche.

Southern Italy and Sicily in crisis. The risk of depletion of human capital
by R. Padovani and G. Provenzano
Keywords: Human Capital; Education; Labour Market; Demography; Regional Development.

Starting from an analysis of the socio-economic conditions in Southern Italy and Sicily, and in particular the conditions of younger generations in the labour market as well as in education and training programmes, this paper illustrates the various phenomena of depletion of human capital in the South. Firstly, it focuses on the analysis of the alarming reversal, marked by recent years’ crisis, of the human capital accumulation process through the most advanced educational programmes. It then addresses the problem of the growing «university emigration » and the inability to attract students of southern universities. Subsequently, it tackles the issue of the strongest and most obvious form of depletion of human capital, both in southern Italy and in Sicily, represented by the resumption of migration flows to the Centre-North and abroad. Among the several causes, essentially the difficulties faced by young people in the labour market, especially the gap between acquired skills and pay expectations and the labour demand of the production system, strengthen what SVIMEZ defines a perverse intertwinement between the socio-economic crisis and demographic dynamics.

  

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dell'industria del Mezzogiorno
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