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Manifesto sull’esperienza dei Conti Pubblici Territoriali
 
 
L’esperienza del Sistema Conti Pubblici Territoriali rappresenta un caso di successo della Pubblica Amministrazione italiana e una buona pratica riconosciuta in Europa e in sede OCSE.
 
La ricostruzione della totalità dei flussi finanziari pubblici a livello regionale, costruita per supportare originariamente la verifica del principio di addizionalità delle risorse comunitarie, si è progressivamente consolidata e qualificata e costituisce un essenziale supporto a politiche pubbliche più consapevoli.
 
L’esperienza dei Conti Pubblici Territoriali si è collocata all’interno del processo di evoluzione delle politiche di bilancio anticipando una serie di scelte fatte poi proprie dalla L. 196/2009. A tale processo i CPT, attraverso una ricostruzione condivisa tra centro e periferia dei flussi di bilancio (Unità Tecnica Centrale e Nuclei Regionali che costituiscono un insieme indissolubile), hanno partecipato costruendo progressivamente metodi di rilevazione e esposizione dei dati, funzionali a consentire la razionalizzazione e la riqualificazione dei mille rivoli della finanza pubblica, fornendo quindi un’essenziale base conoscitiva che ha fatto emergere l’effettiva destinazione delle risorse.
 
Grazie anche alla ricostruzione di serie storiche adeguatamente lunghe, i CPT consentono di documentare i reali andamenti del prelievo e della spesa e di misurare per ciascun territorio, progressi, arretramenti, evoluzione dei diversi livelli di governo e dei diversi settori, costituendo non a caso una componente attiva rilevante del Sistema Statistico Nazionale.
 
Nella riforma della PA, promossa dal Governo, la collocazione naturale della struttura responsabile di tale attività sarebbe stata una collocazione alta e indipendente, in grado di valorizzare il ruolo di strumento conoscitivo essenziale di tutte le politiche pubbliche - e non solo di quelle aggiuntive - e quindi di supportare il coordinamento delle politiche economiche.
 
È in ogni caso essenziale, anche in presenza di scelte amministrative diverse, garantire una collocazione adeguata a salvaguardare, alla luce della rilevante complessità delle funzioni svolte e della notevole dimensione che ha assunto il Sistema, l’autonomia e l’ indipendenza di una attività di grandissimo rilievo per l’output prodotto, unico nel panorama statistico nazionale e internazionale in tema di territorializzazione, che non può essere confusa all’interno di funzioni gestionali ed operative.
 
È infine essenziale creare le condizioni per garantire la funzionalità e la continuità del lavoro, evitando rischi di interruzione delle attività (che si rifletterebbero su quelle di studiosi, analisti e istituzioni, dalla Banca d’Italia all’ISTAT, alle Università, alla SVIMEZ), salvaguardando l’essenziale missione volta non alla misurazione di puntuali interventi, ma alla ricostruzione e valutazione del quadro complessivo delle politiche economiche pubbliche di ciascun livello di governo in ciascun territorio.
 

Roma, 3 marzo 2015


 
 
Questo Manifesto è stato sottoscritto da:
 
Adriano Giannola, Giorgio Macciotta, Manin Carabba, Adam Asmundo, Arnaldo Bagnasco, Francesco Barbagallo, Antonio Bassolino, Filippo Bencardino, Alessandro Bianchi, Gerardo Bianco, Carlo Borgomeo, Massimo Brancato, Pietro Busetta, Riccardo Cappellin, Carlo Carminucci, Domenico Cersosimo, Salvatore Chiri, Giorgio Clemente, Romualdo Coviello, Leonardo Cuoco, Emmanuele Daluiso, Vittorio Daniele, Leandra D'Antone, Marusca De Castris, Fabrizio De Filippis, Paolo De Ioanna, Dario De Luca, Pasquale De Muro, Sergio Destefanis, Amedeo Di Maio, Antonio Di Majo, Roberto Fanfani, Gian Maria Fara, Domenicantonio Fausto, Fiorenzo Ferlaino, Paolo Frascani, Roberto Gallia, Gioacchino Garofoli, Renato Ghezzi, Luigi Giampaolino, Angelo Grasso, Giuseppe Guzzetti, Cesare Imbriani, Giorgio La Malfa, Alessandro La Monica, Antonio La Spina, Patrizia Lattarulo, Amedeo Lepore, Guglielmo Loy, Antonio Lopes, Edoardo Marcucci, Mita Marra, Claudio Mazziotta, Fabio Mazzola, Giovanna Morelli, Marco Musella, Dario Musolino, Riccardo Padovani, Luigi Paganetto, Marco Paolino, Guido Pellegrini, Marco Percoco, Carmelo Petraglia, Federico Pica, Maurizio Ricci, Roberto Ricciuti, Giuseppe Rosa, Enzo Russo, Isaia Sales, Maria Teresa Salvemini, Vincenzo Mario Sbrescia, Domenico Scalera, Aurelia Sole, Giuseppe Soriero, Michele Stacca, Gaetano Stornaiuolo, Fulvio Tessitore, Antonio Felice Uricchio, Antonio Valiante, Gianfranco Viesti.

(Elenco firmatari aggiornato al 27 luglio 2015)

 
La pubblicazione su "Il Sole 24 Ore" (22 luglio 2015)
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